Tendenze high-tech 2020


Una connettività più veloce per device più intelligenti

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Predire il futuro è sempre difficile. Ma se volessimo faci un’idea di come potrebbe essere il mondo della tecnologia fra cinque anni, il Consumer Electronic Show (CES) di Las Vegas è un buon posto da cui cominciare.

Fondata alla fine degli anni Sessanta come vetrina per televisori e calcolatrici, oggi che la tecnologia è così onnipresente, è diventata la più grande fiera commerciale del mondo. Un appuntamento imperdibile per gli appassionati del genere, dove si fanno e si disfano le fortune delle start-up tecnologiche e dove si trova di tutto, dai droni agli apparecchi sanitari, dai videogiochi alle carni artificiali, passando per i robot e le automobili a guida autonoma. La fiera si svolge ogni anno all’inizio di gennaio e questa edizione ha riaffermato alcune tendenze che si erano già affacciate nel passato più recente. Il peso e il numero delle presentazioni sono un indicatore attendibile delle macro-tendenze che lo sviluppo tecnologico sta attraversando.




In quest’ottica, la diffusione del 5G ha fatto ancora la parte del leone per le grandi opportunità che apre in termini di apparecchiature connesse alla rete, come dimostra anche il progetto che Lottomatica sta sviluppando nel Comune dell’Aquila.
La presentazione di una concept car con guida semiautonoma ha evidenziato ulteriormente l’importanza della rivoluzione 5G per lo sviluppo di questo genere di veicoli su cui stanno puntando in molti, anche al di fuori del settore automotive. Insomma, una vasta gamma di applicazioni al di fuori del mondo dell’intrattenimento, piuttosto legate al mondo dei trasporti o a quello dell’accessibilità. Esperienze che, senza connessione ultraveloce, rischiano di essere impraticabili.

Altri trend che si preannunciano per il 2020 sono stati l’intelligenza artificiale e i big data. Queste tecnologie stanno rendendo praticamente tutto smart: dallo spazzolino che raccoglie i dati su come ci laviamo i denti per consigliarci come spazzolarli meglio, all’orologio che controlla l’ossigenazione del sangue e i disturbi della frequenza cardiaca.

Anche i rumori che ci circondano potranno essere sfruttati per accrescere la consapevolezza delle macchine: una nuova generazione di sensori, connessi a cataloghi di suoni sempre più estesi, danno alle macchine la capacità di associare, ad esempio, il rumore di un vetro rotto con un tentativo di furto. E per funzionare, tutti questi apparecchi smart, hanno bisogno appunto di raccogliere ed elaborare grandi quantità d’informazioni. Dati che se non saranno ben protetti, con il proliferare di device intelligenti con cui interagire, potrebbero comportare una perdita di controllo su porzioni sempre più vaste delle nostre vite private.
Se le questioni di privacy e protezione dei dati saranno invece affrontate correttamente, nel prossimo futuro la nostra quotidianità sarà certamente facilitata grazie a questi software.

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