Il viaggio virtuale dell’arte ai tempi del lockdown


Durante l’emergenza, i musei hanno raggiunto migliaia di visitatori nelle case di tutto il mondo: scopriamo come l’arte ha trovato nuove vie per interagire con il proprio pubblico.

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Dopo un lungo periodo di pausa, anche i luoghi della cultura si preparano a ripartire. Una nuova fase che mette il punto ad un momento di importanti cambiamenti attraverso la definizione di una nuova normalità, tutta digitale.

Con l’emergenza sanitaria del Covid-19, realtà museali e istituzioni sono state costrette a far fronte a nuove esigenze che, inaspettatamente, hanno prodotto un’accelerazione tecnologia nella fruizione dell’esperienza artistica, ben oltre i confini delle loro porte chiuse per raggiungere gli spettatori nelle proprie case. Un tempo quasi sospeso che, a partire proprio dal decreto dell’8 marzo, ha generato un importante cambio di prospettiva e fatto sì che l’arte trovasse nuove vie per interagire con il proprio pubblico.

Come afferma il Sole 24 Ore infatti, l’attività virtuale dei musei in tempi di lockdown ha visto il coinvolgimento di migliaia di spettatori, soprattutto attraverso i social media, principale mezzo di divulgazione dei contenuti. Hashtag, tour virtuali, archivi digitali ed esperti del settore in prima linea, hanno preso il controllo dei nostri feed.


Fra i tanti esempi nostrani che hanno aperto la strada, spicca la mostra alle Scuderie del Quirinale “Raffaello. 1520-1483” dedicata al celebre Maestro in occasione del cinquecentenario dalla sua morte. Una mostra che, fra le numerose opere esposte, presenta anche il meraviglioso Ritratto di Papa Leone X, restaurato dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze con il nostro sostegno e che, dal 26 marzo, ha raggiunto i 2 milioni di visitatori virtuali .
Non solo, seguono altri illustri esempi, nonché partner del nostro progetto di formazione Generazione Cultura, che hanno decisamente bucato gli schermi: il Museo Egizio di Torino che, con le passeggiate del suo Direttore Christian Greco, ha superato le 100.000 visualizzazioni e il tour virtuale degli Uffizi di Firenze, che ha ottenuto 1,7 milioni di visualizzazioni .

Dati confermati anche da una ricerca del Politecnico di Milano, che mostra come i follower dei musei abbiano subito un’impennata rispetto a periodi precedenti, dimostrando che una maggiore offerta culturale può coincidere a un maggior interesse di pubblico.


Per quanto nulla sia equiparabile alla potenza dell’esperienza artistica dal vivo, quest’ondata digitale ha dunque rivelato alcuni risvolti positivi, come la possibilità di vivere un’esperienza davvero personale, dettata dai propri ritmi, stimolando il pensiero critico e la riflessione individuale. Ma forse, ancor più importante, un deciso miglioramento nell’accessibilità all’esperienza museale stessa, che se veicolata in modo smart è in grado di raggiungere i visitatori comodamente seduti sui propri divani. Per la prima volta, le collezioni si sono aperte ad un pubblico potenzialmente infinito, svincolate da qualsiasi presenza fisica, viaggio, biglietto d’ingresso o coda. Le raccolte d’arte, una volta limitate e accessibili a numeri predefiniti, sono state ammirate contemporaneamente da angoli diversi del globo, il tutto, senza mai varcare la soglia di casa.

Un’accelerazione verso il regno digitale che ci ha permesso di comprendere meglio il modo in cui le persone interagiscono con l’arte e che, speriamo, possa fare spazio a nuove sperimentazioni, allo sviluppo della creatività e, soprattutto, ad una cultura sempre più accessibile e interattiva.

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