Puglia

Teatro Petruzzelli, Bari

La storia del Teatro Petruzzelli comincia nel 1877, quando si bandì a Bari il concorso per il progetto del nuovo Politeama. Nell’aprile del 1895 fu approvato il progetto, presentato da due fratelli imprenditori edili baresi, Onofrio e Antonio Petruzzelli, che si aggiudicarono il premio di 12.000 lire e la concessione del suolo. I lavori partirono il 23 maggio del 1898 e il teatro fu inaugurato il 14 febbraio del 1903 con l’opera Gli Ugonotti di G. Meyerbeer.  I momenti d'oro del teatro sono stati gli anni Trenta e Ottanta del secolo scorso. Negli anni Trenta vi rappresentano le loro opere Mascagni e Respighi, che assistono anche alle prime. Negli anni Ottanta il teatro si apre a nuovi generi di spettacolo e ospita grandi artisti internazionali: Von Karajan,  Nureyev, Sinatra, Ray Charles, Liza Minnelli, Juliette Greco. E tra gli italiani: De Filippo, Riccardo Muti, Carla Fracci, Luciano Pavarotti, Giorgio Gaber. L’interno del teatro è stato inoltre spesso utilizzato anche come scenografia per l’ambientazione di alcuni film, per registi quali Rossellini e Zeffirelli.
Nel 1985 l’Ente Artistico Teatro Petruzzelli ha fondato una propria orchestra lirica, costituita quasi esclusivamente da giovani musicisti e docenti, provenienti dai conservatori della regione, e nel 1991 ha dato vita all'Associazione Filarmonica Orchestra Teatro Petruzzelli.
La notte del 27 ottobre 1991 un incendio distrusse buona parte del teatro.
Da visitare perché
Quando i restauri saranno terminati, il teatro apparirà così come era nei suoi momenti d'oro.
Il restauro
Il progetto di restauro ha riportato il teatro all'antico splendore ricostruendo la struttura e i suoi decori così "come erano e dove erano". Gli apparati sopravvissuti sono stati recuperati riproducendo fedelmente quelli perduti e riutilizzando materiali originali del primo progetto, nonché arricchendo l'edificio di misure di sicurezza moderne con impianti di vigilanza completi.  Nel corso degli anni sono state ricostruite le strutture che non potevano essere recuperate, consolidati gli elementi portanti che era possibile riabilitare, bonificate le murature dei cornicioni esterni scompaginati dai crolli.

Teatro Petruzzelli, BariIl Teatro in una cartolina d'epocaICCD-Fototeca NazionaleTeatro Petruzzelli, Bari
Il Teatro in una cartolina d'epoca
Fonte: ICCD-Fototeca Nazionale
Autore:
Copyright: ICCD-Fototeca Nazionale

 

Teatro Petruzzelli, Bari FoyerTeatro Petruzzelli Teatro Petruzzelli, Bari
Foyer
Fonte: Teatro Petruzzelli
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Copyright: Teatro Petruzzelli

 

Teatro Petruzzelli, BariEsternoDe Agostini Teatro Petruzzelli, Bari
Esterno
Fonte: De Agostini
Autore: G. Sosio
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Teatro Petruzzelli, Bari FacciataDe AgostiniTeatro Petruzzelli, Bari
Facciata
Fonte: De Agostini
Autore: A. De Gregorio
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Teatro Petruzzelli, Bari Facciata, particolareDe AgostiniTeatro Petruzzelli, Bari
Facciata, particolare
Fonte: De Agostini
Autore: G. Sosio
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Teatro Petruzzelli, Bari InternoDe AgostiniTeatro Petruzzelli, Bari
Interno
Fonte: De Agostini
Autore: A. De Gregorio
Copyright: De Agostini

 

 

Teatro Petruzzelli, Bari InternoDe AgostiniTeatro Petruzzelli, Bari
Interno
Fonte: De Agostini
Autore: A. De Gregorio
Copyright: De Agostini

 

Teatro Petruzzelli, BariSoffitto decoratoDe Agostini
Teatro Petruzzelli, Bari
Soffitto decorato
Fonte: De Agostini
Autore: A. De Gregorio
Copyright: De Agostini

 

 

Teatro Petruzzelli, Bari Soffitto decorato, particolareDe AgostiniTeatro Petruzzelli, Bari
Soffitto decorato, particolare
Fonte: De Agostini
Autore: A. De Gregorio
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Castello Svevo, Bari

Il castello svevo, attribuito a Ruggero il Normanno sotto il quale venne costruito nel 1131, sorge su preesistenti strutture di epoca bizantina.
Federico II di Svevia, tra il 1233 e il 1240, recuperò il castello danneggiato da Guglielmo il Malo utilizzando il precedente impianto e la superstite struttura della cinta esterna e delle torri.
Durante il periodo angioino, per volere di Carlo I, vennero eseguiti importanti lavori di restauro.
Nel '500, sotto Isabella d'Aragona e sua figlia Bona Sforza, fu costruita la cinta bastionata e sistemato il cortile centrale, con la scalinata a doppia rampa.
Nell'800 il castello fu utilizzato come carcere e successivamente come caserma.
Di particolare interesse sono gli elementi architettonici, come le belle colonne con capitelli in stile corinzio, riconoscibili dalle decorazioni a foglie d'acanto, finestre a bifore e un bel portale gotico.
Ospita una gipsoteca che conserva calchi in gesso di sculture ornamentali esterne ed interne di edifici monumentali religiosi e civili della Puglia dall'XI al XVII secolo.
E' sede della Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici della Puglia.
Da visitare perché
E' una delle tappe irrinunciabili del lungo e ricco percorso attraverso l'architettura sveva in Puglia.
Restauro
L'intervento di restauro riguarda il recupero del locale già adibito ad archivio della Soprintendenza.

Castello Svevo, BariFoto d'epoca dell'esternoICCD-Fototeca NazionaleCastello Svevo, Bari
Foto d'epoca dell'esterno
Fonte: ICCD-Fototeca Nazionale
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Copyright: ICCD-Fototeca Nazionale

 

 

Castello Svevo, BariBlocchi di pietra locale squadrataICCD-Fototeca NazionaleCastello Svevo, Bari
Blocchi di pietra locale squadrata
Fonte: ICCD-Fototeca Nazionale
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Copyright: ICCD-Fototeca Nazionale

 

 

Castello Svevo, Bari Veduta del castelloDe AgostiniCastello Svevo, Bari
Veduta del castello
Fonte: De Agostini
Autore: G. Sosio
Copyright: De Agostini

 

Castello Svevo, BariVeduta del castello da Piazza Federico II di SveviaDe Agostini
Castello Svevo, Bari
Veduta del castello da Piazza Federico II di Svevia
Fonte: De Agostini
Autore: G. Sosio
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Castello Svevo, BariScalinata d'ingressoDe Agostini Castello Svevo, Bari
Scalinata d'ingresso
Fonte: De Agostini
Autore: G. Sosio
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Polo Museale Tarantino, Taranto

Fondato nel 1877 nella sede dell'ex convento di S. Pasquale Baylon, il museo è uno dei più antichi e importanti dell'Italia meridionale.
Comprende una sezione preistorica con reperti che vanno dal paleolitico all'età del bronzo e all'età del ferro. Importante la serie delle terrecotte con soggetti votivi e corredi funebri.  Vi sono esposti i corredi tombali con le ceramiche protocorinzie, corinzie, laconiche e attiche a figure nere e a figure rosse. Segue la ceramica locale protoitaliota, italiota e a figure rosse, apula e quella di Egnazia.
Ricchissima la raccolta delle oreficerie con il meglio della produzione degli orafi e dei glittici tarantini, particolarmente attivi nel periodo ellenistico.
L'edificio risale alla seconda metà del '700, ma è stato ingrandito e risistemato in varie fasi, a partire dal 1903, anno della ricostruzione della facciata in stile umbertino. Gravemente danneggiato durante la seconda guerra mondiale, il museo fu riaperto al pubblico nel 1952, per chiudere nuovamente nel 2000 in vista dei nuovi restauri, che restituiranno al pubblico palazzo e collezioni.
Da visitare perchè
L'eccezionale materiale del periodo greco e italiota fanno del museo una tappa indispensabile per la conoscenza della Magna Grecia.

 

Polo Museale Tarantino, Taranto Esterno Soprintendenza BAPSAE Taranto Polo Museale Tarantino, Taranto
Esterno
Fonte: Soprintendenza BAPSAE Taranto
Autore:
Copyright: Soprintendenza BAPSAE Taranto

 

 

 

Polo Museale Tarantino, Taranto Esterno Soprintendenza BAPSAE Taranto

Polo Museale Tarantino, Taranto
Esterno
Fonte: Soprintendenza BAPSAE Taranto
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Copyright: Soprintendenza BAPSAE Taranto

 

 

 

Polo Museale Tarantino, TarantoEsterno Soprintendenza BAPSAE Taranto
Polo Museale Tarantino, Taranto
Esterno
Fonte: Soprintendenza BAPSAE Taranto
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Copyright: Soprintendenza BAPSAE Taranto

 

 

Forte a Mare, Brindisi

Il Forte a Mare sorge, insieme al Castello Aragonese Alfonsino, sull'isola di S. Andrea. Isola ricordata da molti scrittori antichi, quali Cesare, Plinio, Appiano, Luciano.
Nel '500, nei primi anni del regno di Filippo II d'Austria, figlio di Carlo V, fu deciso di completare la fortificazione dell'isola di S. Andrea, per evitare che il nemico, occupato lo spazio vuoto, vi piazzasse le sue armi di assedio o di offesa e colpisse molto da vicino il castello.
Nel 1558 si diede inizio alla costruzione del Forte dell'Isola, o Forte a Mare, di mole smisurata, contiguo e congiunto alle mura orientali dell'antica rocca; la costruzione durò 46 anni senza pausa nei lavori.
Castello e Forte costituirono un grande triangolo isoscele; erano divisi solo da un profondo fossato, per impedire al nemico che avesse eventualmente conquistato l'uno di passare facilmente all'altro.
Il Forte fu attaccato, danneggiato ed espugnato, il 9 aprile 1799, dal vascello francese "Il Generoso".
Nel secolo successivo, il Forte e il Castello persero la loro funzione difensiva.
Nel 1984, la Marina Militare consegnò il complesso dell'isola (forte e castello, 28.600 metri cubi, oltre ai grandi spazi aperti) al Demanio dello Stato, che lo affidò alla Soprintendenza regionale ai Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici.
 Da visitare perché
Approdati sull'isola di Sant'Andrea, dove sorge il Forte, sembra di essere tornati indietro nel tempo, tra antichi manieri e opere di difesa.

Forte aMare, BrindisiVedutabrindisiweb.com
Forte a Mare, Brindisi
Veduta
Fonte: www.brindisiweb.com
Autore: G. Membola
Copyright: brindisiweb.com


Forte a Mare, BrindisiVedutabrindisiweb.com
Forte a Mare, Brindisi
Veduta
Fonte: www.brindisiweb.com
Autore: G. Membola
Copyright: brindisiweb.com

 

Ex Centro Annonario, Bari

L'antico Centro Annonario comunale, nella vecchia area industriale di Bari, è costituito da diversi edifici: il mercato ortofrutticolo, il macello, il frigorifero e il mercato del pesce. Solo il primo è ancora utilizzato, mentre gli altri risultavano da tempo abbandonati. L'ubicazione del complesso, un tempo assolutamente periferica ma oggi inglobata nella città, ha contribuito alla scelta di restauro e recupero funzionale del complesso annonario dismesso a nuove sedi della Biblioteca Nazionale e dell'Archivio di Stato.
Gli edifici annonari sono sottoposti a tutela monumentale e costituiscono una rara testimonianza dell'architettura industriale degli anni '30, con caratteri formali propri dell'architettura neo-romantica e liberty.
Da visitare perché
La Cittadella della Cultura, una volta completata, sarà un'importante testimonianza di recupero e riqualificazione di strutture del tessuto urbano troppe volte abbandonate o sottovalutate.

Ex Centro Annonario, Bari, prima del restauroVeduta del complessoLottomaticaEx Centro Annonario, Bari, prima del restauro
Veduta del complesso
Fonte: Lottomatica
Autore: E. Montaina
Copyright: Lottomatica

 

 

Ex Centro Annonario, Bari, prima del restauroIngressoLottomatica
Ex Centro Annonario, Bari, prima del restauro
Ingresso
Fonte: Lottomatica
Autore: E. Montaina
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Ex Centro Annonario, Bari, prima del restauro Interno LottomaticaEx Centro Annonario, Bari, prima del restauro
Interno
Fonte: Lottomatica
Autore: E. Montaina
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Castello Aragonese, Otranto (LE)

L'attuale castello (o cittadella), con le torri, i bastioni e le mura, è opera degli aragonesi di Napoli, posteriore alla riconquista di Otranto per mano dei Turchi (1481). L'architetto fu Ciro Ciri, ingegnere militare alla corte di Urbino, con la consulenza di Francesco di Giorgio Martini. Nel 1535 ci fu un ulteriore rifacimento del castello e dei bastioni. Cinto da un fossato, ha pianta pentagonale irregolare, tre torrioni cilindrici angolari e, sul lato mare, un affilato bastione a lancia aggiunto con i baluardi esterni nel 1578.
Sul portale di ingresso campeggia il grande stemma di Carlo V.
Interessanti le torri Alfonsina, la Duchessa e la Ippolita, nonché il bastione detto "il Fortino".
L'intero sistema difensivo di Otranto fu in gran parte manomesso dalle truppe napoleoniche all'inizio dell'Ottocento.
Da visitare perché
E' uno dei due gioielli della cittadina di Otranto, insieme alla splendida cattedrale.
Restauro
Interventi di restauro conservativo delle strutture murarie, adeguamento funzionale e impiantistico, sistemazione del verde.


Castello Aragonese, OtrantoTorrione angolare e bastioneICCD-Fototeca Nazionale

Castello Aragonese, Otranto
Torrione angolare e bastione
Fonte: ICCD-Fototeca Nazionale
Autore:
Copyright: ICCD-Fototeca Nazionale

 

Castello Aragonese, Otranto Il fossato illuminatoDe AgostiniCastello Aragonese, Otranto
Il fossato illuminato
Fonte: De Agostini
Autore: M. Borchi
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Castello Aragonese, Otranto Veduta del castello con i tre torrioni ben visibiliDe AgostiniCastello Aragonese, Otranto
Veduta del castello con i tre torrioni ben visibili
Fonte: De Agostini
Autore: E. Cozzolino
Copyright: De Agostini