Puglia

CASTELLO SVEVO
Piazza Federico II di Svevia 4
Bari





Il Castello Svevo, attribuito a Ruggero il Normanno sotto il quale venne costruito nel 1131, sorge su preesistenti strutture di epoca bizantina. Federico II di Svevia, tra il 1233 e il 1240, recuperò il castello danneggiato da Guglielmo il Malo utilizzando il precedente impianto e la superstite struttura della cinta esterna e delle torri.
Durante il periodo angioino, per volere di Carlo I, vennero eseguiti importanti lavori di restauro. Nel '500, sotto Isabella d'Aragona e sua figlia Bona Sforza, fu costruita la cinta bastionata e sistemato il cortile centrale, con la scalinata a doppia rampa. Nell'800 il castello fu utilizzato come carcere e successivamente come caserma. Di particolare interesse sono gli elementi architettonici, come le belle colonne con capitelli in stile corinzio, riconoscibili dalle decorazioni a foglie d'acanto, finestre a bifore e un bel portale gotico. Ospita una gipsoteca che conserva calchi in gesso di sculture ornamentali esterne e interne di edifici monumentali religiosi e civili della Puglia dall'XI al XVII secolo. E' sede della Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici della Puglia.

Da visitare perché
E' una delle tappe irrinunciabili del lungo e ricco percorso attraverso l'architettura sveva in Puglia.

Il restauro
L'intervento di restauro riguarda il recupero del locale già adibito ad archivio della Soprintendenza.

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L'antico Centro Annonario comunale, nella vecchia area industriale di Bari, è costituito da diversi edifici: il mercato ortofrutticolo, il macello, il frigorifero e il mercato del pesce. Solo il primo è ancora utilizzato, mentre gli altri risultavano da tempo abbandonati. L'ubicazione del complesso, un tempo assolutamente periferica, ma oggi inglobata nella città, ha contribuito alla scelta di restauro e recupero funzionale del complesso annonario dismesso a nuove sedi della Biblioteca Nazionale e dell'Archivio di Stato. Gli edifici annonari sono sottoposti a tutela monumentale e costituiscono una rara testimonianza dell'architettura industriale degli anni '30, con caratteri formali propri dell'architettura neo-romantica e liberty.

Da visitare perché
La Cittadella della Cultura, una volta completata, sarà un'importante testimonianza di recupero e riqualificazione di strutture del tessuto urbano troppe volte abbandonate o sottovalutate.

EX CENTRO ANNONARIO
Via Oreste Pietro 45
Bari

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TEATRO MARGHERITA
Lungomare
Imperatore Augusto 1
Bari





L'elegante Teatro Margherita, costruito interamente in legno a ridosso sul mare, fu inaugurato il 5 settembre 1910. Nove mesi dopo, il 22 luglio 1911, alle tre del mattino, viene distrutto da un incendio nel giro di una sola ora. Le cause non furono mai chiarite, ma non si esclude il dolo. Dopo tre anni viene ricostruito in muratura nello stile eclettico della Belle Epoque e inizia la sua attività. La distruzione della seconda guerra non risparmia il teatro: l'enorme sala teatrale viene adibita a deposito di materiali di ogni genere, comprese armi e munizioni. Quando, nel 1946, tornò nelle mani dei legittimi proprietari era uno scempio, ma in pochi mesi il foyer e la sala furono riportati al loro antico splendore. L'attività del teatro va avanti fino al 20 febbraio 1980, quando a causa dei canoni troppo alti chiude definitivamente i battenti rimanendo vuoto e abbandonato.

Da visitare perché
La sua unicità è di essere un "teatro castello", che si erge sul mare.

Il restauro
Il primo lotto di lavori è stato ultimato il 7 dicembre 2004 e ha portato al consolidamento totale delle fondazioni a mare di quasi tutte le strutture, alla demolizione di tutte le superfetazioni, alla realizzazione del sistema di sbarramento e protezione dalle maree di buona parte delle nuove strutture. Si prevede di completare gli interventi strutturali e restaurare tutti i prospetti, compresi gli elementi decorativi e gli infissi, e restaurare l’apparato decorativo del foyer.

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La storia del Teatro Petruzzelli comincia nel 1877, quando si bandì a Bari il concorso per il progetto del nuovo Politeama. Nell’aprile del 1895 fu approvato il progetto, presentato da due fratelli imprenditori edili baresi, Onofrio e Antonio Petruzzelli, che si aggiudicarono il premio di 12.000 lire e la concessione del suolo. I lavori partirono il 23 maggio del 1898 e il teatro fu inaugurato il 14 febbraio del 1903 con l’opera "Gli Ugonotti" di G. Meyerbeer. I momenti d'oro del teatro sono stati gli anni Trenta e Ottanta del secolo scorso. Negli anni Trenta vi rappresentano le loro opere Mascagni e Respighi, che assistono anche alle prime. Negli anni Ottanta il teatro si apre a nuovi generi di spettacolo e ospita grandi artisti internazionali: Von Karajan, Nureyev, Sinatra, Ray Charles, Liza Minnelli, Juliette Greco. E tra gli italiani: De Filippo, Riccardo Muti, Carla Fracci, Luciano Pavarotti, Giorgio Gaber. L’interno del teatro è stato inoltre spesso utilizzato anche come scenografia per l’ambientazione di alcuni film, per registi quali Rossellini e Zeffirelli. Nel 1985 l’Ente Artistico Teatro Petruzzelli ha fondato una propria orchestra lirica, costituita quasi esclusivamente da giovani musicisti e docenti, provenienti dai conservatori della regione, e nel 1991 ha dato vita all'Associazione Filarmonica Orchestra Teatro Petruzzelli. La notte del 27 ottobre 1991 un incendio distrusse buona parte del teatro.

Da visitare perché
Quando i restauri saranno terminati, il teatro apparirà così come era nei suoi momenti d'oro.

Il restauro
Il progetto di restauro ha riportato il teatro all'antico splendore ricostruendo la struttura e i suoi decori così "come erano e dove erano". Gli apparati sopravvissuti sono stati recuperati riproducendo fedelmente quelli perduti e riutilizzando materiali originali del primo progetto, nonché arricchendo l'edificio di misure di sicurezza moderne con impianti di vigilanza completi. Nel corso degli anni sono state ricostruite le strutture che non potevano essere recuperate, consolidati gli elementi portanti che era possibile riabilitare, bonificate le murature dei cornicioni esterni scompaginati dai crolli.

TEATRO PETRUZZELLI
Via Salvatore Cognetti 8
Bari

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FORTE A MARE
Isola S. Andrea
Brindisi






Il Forte a Mare sorge, insieme al Castello Aragonese Alfonsino, sull'isola di S. Andrea. Isola ricordata da molti scrittori antichi, quali Cesare, Plinio, Appiano, Luciano. Nel '500, nei primi anni del regno di Filippo II d'Austria, figlio di Carlo V, fu deciso di completare la fortificazione dell'isola di S. Andrea, per evitare che il nemico, occupato lo spazio vuoto, vi piazzasse le sue armi di assedio o di offesa e colpisse molto da vicino il castello. Nel 1558 si diede inizio alla costruzione del Forte dell'Isola, o Forte a Mare, di mole smisurata, contiguo e congiunto alle mura orientali dell'antica rocca; la costruzione durò 46 anni senza pausa nei lavori. Castello e Forte costituirono un grande triangolo isoscele; erano divisi solo da un profondo fossato, per impedire al nemico che avesse eventualmente conquistato l'uno di passare facilmente all'altro. Il Forte fu attaccato, danneggiato ed espugnato, il 9 aprile 1799, dal vascello francese "Il Generoso". Nel secolo successivo, il Forte e il Castello persero la loro funzione difensiva. Nel 1984, la Marina Militare consegnò il complesso dell'isola (Forte e Castello, 28.600 metri cubi, oltre ai grandi spazi aperti) al Demanio dello Stato, che lo affidò alla Soprintendenza regionale ai Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici.

Da visitare perché
Approdati sull'isola di Sant'Andrea, dove sorge il Forte, sembra di essere tornati indietro nel tempo, tra antichi manieri e opere di difesa.

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L'attuale castello (o cittadella), con le torri, i bastioni e le mura, è opera degli Aragonesi di Napoli ed è posteriore alla riconquista di Otranto per mano dei Turchi (1481). L'architetto fu Ciro Ciri, ingegnere militare alla corte di Urbino, con la consulenza di Francesco di Giorgio Martini. Nel 1535 ci fu un ulteriore rifacimento del castello e dei bastioni. Cinto da un fossato, ha pianta pentagonale irregolare, tre torrioni cilindrici angolari e, sul lato mare, un affilato bastione a lancia aggiunto con i baluardi esterni nel 1578. Sul portale d'ingresso campeggia il grande stemma di Carlo V. Interessanti le torri Alfonsina, la Duchessa e la Ippolita, nonché il bastione detto "il Fortino". L'intero sistema difensivo di Otranto fu in gran parte manomesso dalle truppe napoleoniche all'inizio dell'Ottocento.

Da visitare perché
E' uno dei due gioielli della cittadina di Otranto, insieme alla splendida cattedrale.

Il restauro
Interventi di restauro conservativo delle strutture murarie, adeguamento funzionale e impiantistico, sistemazione del verde.

CASTELLO ARAGONESE
Via Cenobio
Otranto (LE)

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POLO MUSEALE TARANTINO
Via Cavour 10
Taranto






Fondato nel 1877 nella sede dell'ex convento di S. Pasquale Baylon, il museo è uno dei più antichi e importanti dell'Italia meridionale. Comprende una sezione preistorica con reperti che vanno dal paleolitico all'età del bronzo e all'età del ferro. Importante la serie delle terrecotte con soggetti votivi e corredi funebri. Vi sono esposti i corredi tombali con le ceramiche protocorinzie, corinzie, laconiche e attiche a figure nere e a figure rosse. Segue la ceramica locale protoitaliota, italiota e a figure rosse, apula e quella di Egnazia. Ricchissima la raccolta delle oreficerie con il meglio della produzione degli orafi e dei glittici tarantini, particolarmente attivi nel periodo ellenistico. L'edificio risale alla seconda metà del '700, ma è stato ingrandito e risistemato in varie fasi, a partire dal 1903, anno della ricostruzione della facciata in stile umbertino. Gravemente danneggiato durante la seconda guerra mondiale, il museo fu riaperto al pubblico nel 1952, per chiudere nuovamente nel 2000 in vista dei nuovi restauri, che restituiranno al pubblico palazzo e collezioni.

Da visitare perché
L'eccezionale materiale del periodo greco e italiota fanno del museo una tappa indispensabile per la conoscenza della Magna Grecia.