Liguria

ARCHIVIO DI STATO
Piazza Santa Maria in via Lata 7
Genova





Il complesso monumentale di S.Ignazio prende il nome dall'intitolazione della chiesa che i Gesuiti costruirono nel Settecento. Ma essa non è che l'ultimo dei tre corpi di fabbrica che lo compongono. Il più antico è una villa patrizia che, dopo essere appartenuta a varie famiglie nobili della città, passò nel 1659 ai Gesuiti. Essi la trasformarono nella sede del Noviziato e, negli anni Settanta e Ottanta del Seicento, costruirono gli imponenti "bracci" destinati ad ospitare i giovani. Dopo la soppressione dell'Ordine, nel 1773, S.Ignazio ospitò per breve tempo le monache Convertite. Poi, dopo l'annessione di Genova all'impero francese, fu trasformato in caserma subendo pesanti rimaneggiamenti. Durante l'ultima guerra, il complesso fu danneggiato e rimase abbandonato per lungo tempo. Solo nel 1986, dopo essere stato destinato a sede dell'Archivio di Stato, è iniziata l'opera di recupero conclusa nel 2004.

Da visitare perché
Il complesso di S.Ignazio rappresenta un esempio notevole di architettura cinquecentesca.

Il restauro
L'intera struttura ha beneficiato, per due trienni consecutivi, dei fondi di restauro del Gioco del Lotto. Nel primo triennio 1998/200, gli interventi hanno permesso il recupero funzionale dell'antico complesso. Durante il secondo triennio 2001/2003, sono stati completati i lavori di adeguamento e restauro degli edifici..

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La chiesa della SS. Annunziata del Vastato è la più grandiosa e ricca di Genova. Eretta su una precedente chiesa gotica nel 1520 e portata alle forme attuali negli anni che vanno dal 1591 al 1625, prende il nome da "guastato o vastato", termine con il quale nel medioevo si indicava lo spazio della piazza antistante dove si esercitavano i balestrieri.
La facciata a due campanili è caratterizzata, nella parte inferiore, da un grande pronao esagonale di stile ionico, costruito nel 1867 su due progetti di Carlo Barabino e Giovanbattista Rescasco. L'interno è luminoso e grandioso, con marmi intarsiati, stucchi dorati e affreschi. La regia decorativa complessiva è di Domenico Scorticone e Giacomo Porta, mentre le figurazioni sono dei più importanti pittori genovesi del primo Seicento. All'interno della Chiesa della Santissima Annunziata del Vastato di Genova è possibile osservare alcuni capolavori della pittura e scultura italiana ed estera, capolavori di artisti come Van Dyck, De Ferrari, Strozzi, Piola e Guidobono.

Da visitare perché
E' la più grande e ricca chiesa genovese e la maggiore testimonianza dell'arte tardomanierista nella città.

Il restauro
Con i fondi del Gioco del Lotto sono stati completati i lavori di restauro durati complessivamente quindici anni che hanno coinvolto l'intera Basilica che è stata così riportata a nuova luce. Nello specifico, è stata restaurata la facciata, la navata destra, il transetto e la cupola, oltre al completamento del restauro delle superfici decorate e degli stucchi.

CHIESA della SS.ANNUNZIATA
DEL VASTATO
Piazza della Nunziata
Genova

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PALAZZO REALE
Via Balbi 10
Genova

Il Palazzo Reale di Genova è un museo-residenza, che deve la sua unicità sia all’ottimo stato di conservazione, sia all’eccezionalità delle sue collezioni. Il palazzo fu costruito a partire dal 1620, accresciuto e decorato nel tempo da due grandi dinastie genovesi, i Balbi e i Durazzo, da cui il nome Balbi Durazzo Reale. Ma è nel 1705 che l'architetto Carlo Fontana ne fa un unico organismo architettonico, dal carattere scenografico. Il palazzo è forse il più vasto complesso architettonico sei-settecentesco a Genova che abbia conservato intatti i suoi interni di rappresentanza, completi sia delle decorazioni fisse (stucchi e affreschi), sia di quelle mobili (quadri, sculture, arredi, oggetti). Proprio per la vastità e la ricchezza delle sue collezioni d’arte, fu visitato per tutto il Settecento da artisti e viaggiatori europei, suscitando anche l’interesse di Napoleone Bonaparte. Re dal 1821, Carlo Felice di Savoia scelse il palazzo come reggia della seconda città del Regno di Sardegna. Di qui il suo nome "Reale". La Galleria è costituita da 23 splendide sale e ospita mostre, convegni, eventi culturali.

Da visitare perché
E' semplicemente uno degli edifici più belli e meglio conservati di Genova, una grandiosa "casa" di cui si sentono tuttora il respiro e la vitalità.

Il restauro
Il programma Lotto indica due finanziamenti distinti, uno relativo a Palazzo Reale, l’altro agli edifici di Vico Pace 1/A e 3, ma in realtà viene trattato come un finanziamento unico. Il primo interessa un’ala del palazzo destinata a ospitare un bookshop. La parte del palazzo che si affaccia su Vico Pace ospiterà uffici della Soprintendenza e un grande archivio. I lavori non toccano parti del palazzo occupate dalla Galleria, che quindi resta aperta al pubblico.

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La Villa Imperiale di Terralba venne costruita tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo per Lorenzo Cattaneo lungo l'antica strada romana di levante. Fu restaurata nel 1560 mantenendo comunque il tipico impianto e volume delle ville genovesi del primo cinquecento. Nella volta del salone al primo piano ha conservato dei preziosi affreschi di Luca Cambiaso tra cui il "Ratto delle Sabine" e altri episodi liviani.
Il vasto giardino della villa, insieme alla vicina area boschiva che circonda Nostra Signora del Monte, costituisce una preziosa oasi di verde e natura nel caos dell'espansione edilizia genovese del secondo dopoguerra.

Da visitare perché
Varcando il cancello d'ingresso, ci si ritrova in un'oasi verde sospesa nel tempo, dove ci si dimentica del caos e del traffico cittadino che ci accompagnano tutti i giorni.

Il restauro
Il restauro, oggi concluso, ha portato alla ricostruzione della volta di un salone affrescato da Luca Cambiaso, crollato a causa di una tromba d'aria. Si è proceduto, inoltre, alla rifunzionalizzazione della biblioteca, oggi pienamente funzionante e aperta al pubblico.

VILLA IMPERIALE DI TERRALBA
Via San Fruttuoso
Genova

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CIMITERO MONUMENTALE
Piazzale Resasco
Staglieno (GE)

I lavori per la costruzione del Cimitero Monumentale iniziarono nel 1844 su progetto dell'architetto Carlo Barabino e del suo collaboratore Giovanni Battista Resasco. Nel 1851 aprì al pubblico.
E' un vero e proprio museo a cielo aperto, dove stili differenti si fondono armoniosamente arricchendo il valore artistico e architettonico del luogo che affascina chiunque lo visiti. Gotico, bizantino, liberty, neoclassico vestono le cappelle monumentali che si susseguono senza sosta. Testimonianze eccellenti del fascino del cimitero di Staglieno ci giungono da Ernest Hemingway, che lo definì "Una delle meraviglie del mondo", e Mark Twain che nel suo libro "Innocenti all'estero" lo descrive esaltandone la monumentalità e l'imponenza. Al centro della Necropoli si erge una statua alta nove metri, la "Fede" di Santo Varni. Un'altra meraviglia è il Pantheon, copia di quello romano, con un bellissimo portico di colonne doriche.
Oggi il Cimitero Monumentale di Staglieno si estende su una superficie di circa 18.000 metri quadrati e ospita anche un cimitero inglese, dove è sepolta la moglie di Oscar Wilde, uno protestante e uno ebraico. Genovesi illustri riposano nello splendido cimitero: da Giuseppe Mazzini a Fabrizio De Andrè, da Nino Bixio a Ferruccio Parri.

Da visitare perché
E' un luogo di pace e raccoglimento, in cui si possono ammirare architetture e monumenti dagli stili più diversi, e fermarsi a riflettere su personaggi straordinari.

Il restauro
Con i fondi del Gioco del Lotto è stato effettuato il restauro completo del Pantheon. Il restauro ha riguardato soprattutto le superfici sia interne che esterne, sono state ripulite le colonne in marmo nero; riprese le decorazioni; consolidati gli intonaci; restaurate le cornici, i fregi, i bassorilievi, le nicchie, le statue, le colonne del pronao, il tamburo della cupola compresa la ringhiera in ghisa..