Basilicata

CASTELLO TRAMONTANO
Via Castello
Matera

Sul punto più alto dell'altopiano su cui sorge Matera, città divenuta patrimonio dell'Unesco nel 1993, si erge il Castello Tramontano. Il castello fu fatto costruire dal conte napoletano Carlo Tramontano, a cui Ferdinando II aveva affidato la città, nei primi anni del '500. Nei piani del conte, il castello doveva essere una roccaforte inespugnabile nella quale difendersi da eventuali sommosse popolari, molto temute a causa del malcontento suscitato dalle pesanti tasse. Invece fu il castello a causare la fine del conte. La costruzione della fortezza avveniva attraverso lo sfruttamento di uomini e donne pagati pochissimo. La popolazione, esasperata, ordì una congiura contro il conte Carlo Tramontano, che il 30 dicembre 1515 venne ucciso dai materani. Questa vicenda bloccò i lavori di costruzione del castello che rimase incompiuto, ma che proprio a questo deve la sua unicità. Progettato guardando al Maschio Angioino di Napoli, si presenta con due torri cilindriche intervallate da un enorme torrione circolare, una forma abbastanza rara per l'epoca. L’edificio è caratteristico dell’architettura tardo-medievale. Alla fine del XV secolo, la preponderanza delle armi da fuoco aveva apportato dei mutamenti agli impianti. Per resistere ai proiettili dei cannoni avversari non servivano più le torri mastodontiche o le mura alte. Era piuttosto necessario ridurre lo specchio murario e conferire un’altezza uniforme alle diverse parti della fortificazione.

Da visitare perché
E’ una meraviglia di Matera, già patrimonio dell'Unesco per i celeberrimi Sassi.

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La Cattedrale di Matera, dedicata a Santa Maria della Bruna, protettrice della città, sorge sull'acropoli della Civita che domina e divide i due Sassi. "Era l'anno 1270 quando fu completata la Casa che a guardarla rallegra", così recita l'iscrizione sull'architrave della porta d'accesso al campanile che svetta con i suoi 52 metri e rallegra con le sue sette campane sistemate sulla sommità.
Il Duomo è in stile romanico-pugliese. Il rosone sulla facciata principale, rivolta verso ovest, è un invito alla riflessione sulla mutevolezza del destino umano. Vi si può infatti leggere: "regnabo (regnavo), regno (regno), regnavi (regnerò), sum sine regno (sono senza regno)". L'interno è a tre navate e conserva alcune meraviglie che nel tempo hanno aggiunto valore alla Basilica: un affresco bizantino della Madonna della Bruma, un presepe in pietra del '500, il coro ligneo e un articolato affresco raffigurante il Giudizio Universale risalente al XIV sec. Dal 1380, il 2 luglio si celebra la festa della Madonna della Bruma e la Basilica è il punto d'arrivo di una lunga processione che parte all'alba e si conclude con l'arrivo della statua della Madonna nella Cattedrale. Dopo il rito religioso si assiste infine al rito liberatorio della folla che "assale" il Carro trionfale, dov'era la Madonna, opera dei cartapestai locali. I fedeli conservano gli elementi del carro tradizionali e più pregni di significato e distruggono tutto il resto. riemersi in seguito ai restauri.

Da visitare perché
Si trova in una delle più suggestive città italiane sospesa tra passato e presente, la prima tra quelle del Sud, a diventare Patrimonio Mondiale dell'Unesco.

CATTEDRALE DI SANTA MARIA
DELLA BRUNA
Piazza Duomo
Matera

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PARCO ARCHEOLOGICO
DI VENOSA
Potenza





Venosa è sicuramente uno dei luoghi più visitati della Basilicata, in quanto città natale del poeta latino Orazio. A Venosa si trovava la più antica colonia romana della regione risalente al 291 a.C. L'area archeologica è dominata dalla basilica paleocristiana della Trinità datata al V secolo. Le strutture attualmente visibili si riferiscono alle abitazioni e ad una necropoli di epoca imperiale. Ben conservati i resti dell'antica strada che termina in un complesso di case private. Molto interessanti sono le rovine del complesso termale e della pavimentazione interamente mosaicata, della quale rimane visibile la rappresentazione di Teti che tiene il timone. Il complesso archeologico comprende anche le rovine dell'anfiteatro, probabilmente di età imperiale, ripetutamente scavato a partire dall'ottocento. Le gradinate dell'anfiteatro erano disposte su tre livelli. Nel piano dell'arena vennero ricavate delle sepolture in epoca medievale. I materiali archeologici provenienti dagli scavi sono raccolti nel castello medievale, al centro della città moderna.

Da visitare perché

E' la più grande colonia romana della Basilicata.