UNA STORIA ISPIRATA DAGLI AVVENIMENTI E DAI SOGNI

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1576 – 2015 - Italia


UNA STORIA ISPIRATA DAGLI AVVENIMENTI E DAI SOGNI
La gente scommette su tutto, sul sesso del nascituro, sulla morte del Papa, del sovrano e di ogni personaggio pubblico che appaia in pericolo di vita.

Nel 1767, nel 1779, nel 1794, quando il Vesuvio erutta con particolare violenza, la gente sfila in processione dietro la statua di san Gennaro e consulta un libro fondamentale: la smorfia. Quasi un testo sacro. Chi l’ha scritto?
Un padre non c’è. La smorfia deriva dalla Cabala, dottrina mistica del XII secolo. Si tratta di una collezione delle immagini notturne che giungono da Morfeo, la divinità del sonno e dei sogni, e dei numeri a ciascuna di esse associati. Questo sistema dei numeri era un sistema parallelo che serviva a commentare la realtà, diventava una specie di cifrario che le persone applicavano alla realtà e che gli consentiva di “intendersi” attraverso i numeri.
In Italia esistono diverse smorfie, è una questione di interpretazione: “mamma e figlie, che numero fa?” Se la persona è napoletana, potrebbe associarlo al 52, ma se per caso è un casertano di nascita che si trova a passare da Napoli, direbbe: “Noi a Caserta diciamo, 71.”

Il Lotto vuole il dialogo, vuole la cortesia, vuole la spiegazione. Di un sogno, di un avvenimento, di un caso eccezionale. La capacità di poter spiegare “come e perché questo numero”.
Da secoli la smorfia, una tradizione popolare tutta italiana, associa i sogni e gli avvenimenti di tutti i giorni ai 90 numeri del Gioco del Lotto. Secondo alcune teorie, le radici lontane della smorfia risiedono nel mondo delle visioni notturne, che sembrano derivare dalle versioni volgarizzate e ridotte degli antichi libri dei sogni.
Le opere di personaggi come Artemidoro di Daldi (II sec. d.C.), in età bizantina diventano veri e propri manuali per svelare il mistero dei messaggi notturni. Altre teorie sono propense a credere che l’origine della smorfia risieda all’interno della tradizione cabalistica ebraica. Secondo la Cabala (Qabbalah), nella Bibbia non vi è parola, lettera o segno che non abbia qualche significato misterioso correlato. Il mondo stesso non sarebbe altro che un insieme di simboli da decodificare. Per questo i cabalisti crearono una sorta di dottrina interpretativa per svelare i significati nascosti dietro alla realtà apparente. Questa teoria venne applicata anche per interpretare i sogni, ritenuti il luogo di contatto tra l’umano e il sovraumano.

Il primo esempio di smorfia (da Morfeo, dio dei sogni) si ha con il “divinatore universale del Lotto”, libro che i ricevitori dei Regi Lotti napoletani avevano sempre a portata di mano e dove sono indicati tutti i numeri corrispondenti a personaggi e avvenimenti.
La smorfia napoletana è quella classica che affonda le sue radici nella tradizione campana.
La smorfia moderna è la raccolta elaborata di tutte le smorfie edite in Italia.