Non smettere mai di sognare

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1576 – 2015 - Italia


LA FABBRICA DEI SOGNI 1576 - 2015
Comincia con un gioco, quasi cinquecento anni fa, e continua ogni giorno attraverso i numeri che ispirano la nostra vita, dando vita ai nostri sogni. Autentica e popolare, generosa e personale. E’ una storia che da sempre appartiene alla nostra tradizione, alla nostra cultura. Una storia che continua a farci sognare.
Le origini del gioco del Lotto risalgono a circa 500 anni fa, quando in Toscana si diffusero per tutto il XV secolo le cosiddette “borse di ventura”, un primo abbozzo delle giocate che caratterizzeranno in seguito il vero Lotto.
 L’attuale forma del gioco del Lotto sembra risalire al 1576, quando, grazie alla riforma di Andrea Doria, a Genova nacque il Gioco del Seminario, che consisteva nella possibilità di scommettere su 5, tra 120 nomi di nobili genovesi, che sarebbero stati prescelti tra i membri del Serenissimo Collegio.
 Una delle prime città che accolse l’istituzione del gioco del Lotto fu Milano, con il decreto del 2 luglio 1665, anche se, già dal 1644, si giocava “privatamente” il gioco del “Seminario”, simile a quello di Genova.

A Venezia il Lotto fu introdotto per decreto nel 1733 e la prima estrazione fu effettuata il 5 aprile del 1734. Tuttavia, già verso la metà del ‘600, l’antico Senato veneziano organizzava una lotteria il cui montepremi era “un lotto” di immobili. La lotteria venne chiamata “Lotto del Ponte di Rialto”: il montepremi complessivo aveva un valore vicino ai centomila ducati.
A Roma, la storia del gioco del Lotto si sovrappose inevitabilmente a quella dei Papi che governarono lo Stato Pontificio. Istituito nel 1670, i destini del Lotto dipesero alternatamente dalle decisioni di quei Papi che si mostrarono disponibili verso l’introduzione del gioco purché collegato alla beneficenza, e di quei Papi che, invece, lo osteggiarono per motivi di ordine morale tanto che Papa Benedetto XIII, nel 1728, arrivò a minacciare di scomunica i giocatori. Il Lotto venne, infine, reintrodotto con Motu Proprio da Papa Clemente XII nel 1731.
A Torino, la vicinanza del Ducato di Savoia con la Repubblica di Genova favorì la diffusione del Lotto nello stato Sabaudo, inizialmente così ostile da arrivare, l’11 maggio del 1655, a proibire il “Lotto con lista del Seminario”, considerato pericoloso. Anche a Torino, tuttavia, il Lotto ebbe alterne fortune tra interruzioni e reintroduzioni, fino al decreto del 1742 con il quale Carlo Emanuele III lo fece tornare nella legalità. A Napoli, la prima estrazione del Lotto venne effettuata il 9 settembre 1682. La prima «vera» cinquina della storia vide l’estrazione dei seguenti numeri: 11 – 14 – 20 – 34- 52. Le cronache dell’epoca raccontano di un grande successo del gioco e di una vera e propria passione che colpì i napoletani. Anche a Napoli il gioco fu definitivamente introdotto nel 1735 sotto i Borbone che gli diedero forte impulso grazie alla volontà di Carlo III che lo volle sotto la diretta gestione dello Stato. E proprio a Carlo di Borbone è legato un aneddoto sull’origine della tombola. Secondo la tradizione, infatti, la tombola sarebbe nata nel 1734 da una discussione tra il re Carlo e padre Gregorio Maria Rocco circa il gioco del Lotto, che il primo voleva sotto controllo pubblico, per evitare il fiorire del Lotto clandestino, ed il secondo considerava immorale per motivi religiosi. Il compromesso fu trovato vietando il gioco durante le festività natalizie, durante le quali le famiglie si organizzarono con questa versione casalinga, che divenne presto una consuetudine di quei giorni dell’anno.

Con l’Unità d’Italia il gioco passò in gestione allo Stato prendendo il nome ufficiale di “Gioco del Lotto”; il 27 settembre 1863 entrò ufficialmente a far parte delle entrate previste nel bilancio statale e i profitti iniziarono a essere in gran parte destinati alla realizzazione di opere pubbliche, data anche la grave situazione finanziaria seguita all’unificazione del Paese.
Arrivando ai giorni nostri, nel 1994 il Lotto venne stato dato in gestione a Lottomatica che, in qualità di concessionaria dello Stato, ne automatizzò le procedure di gioco e di estrazione.