Alighiero Boetti a Roma

1140x300

23 gennaio – 29 settembre 2013 - MAXXI, Roma


LA MOSTRA
Si è conclusa al MAXXI la mostra Alighiero Boetti a Roma, sostenuta da IL GIOCO DEL LOTTO: 30 opere hanno raccontato il grande artista contemporaneo, esponente dell’Arte Povera e Concettuale, e il suo rapporto con la città eterna, dove si trasferì nei primi anni ’70 e che gli offrì i giusti spunti per esprimere una nuova creatività.
Le opere in mostra, alcune anche inedite o esposte raramente al pubblico, hanno fatto trasparire una stagione creativa straordinaria, alla ricerca di una nuova identità e alla scoperta di mondi lontani e affascinanti. La mostra, inoltre, ha sottolineato i legami fra l’opera di Boetti e quelle di Francesco Clemente e Luigi Ontani del quale sono stati esposti una serie di lavori, tra cui alcune foto acquarellate, prestati in larga parte dall'artista stesso. Per la prima volta sono state indagate le relazioni tra le loro opere e mostrate la vitalità e l’esuberanza creativa che pervadeva la capitale con la generazione di artisti degli anni '70.
In occasione dell’inaugurazione della mostra è stata presentata anche la targa che, ufficialmente, ha intitolato la piazza del Maxxi al grande artista torinese, genio assoluto dell’arte italiana del secondo Novecento.


LO SAI CHE...

  • Alì Ghiero, il beduino in transito, accampato accanto al Pantheon” è uno dei tanti giochi verbali dell’artista che nel 1985 si trasferisce in uno studio accanto al Pantheon, luogo molto amato e molto citato nei testi inseriti in un gran numero di lavori, come frasi scritte con la mano sinistra o sotto forma di lettere ricamate.
  • Nel 1971 Boetti incaricò delle artigiane afghane di confezionare una mappa ricamata del mondo, chiedendo che ciascun paese fosse realizzato con i motivi della propria bandiera. La Mappa riproduce la suddivisione geopolitica del mondo negli anni settanta. Boetti dirà: “..il lavoro della Mappa ricamata è per me il massimo della bellezza. Per quel lavoro io non ho fatto niente, non ho scelto niente, nel senso che: il mondo è fatto com'è e non l'ho disegnato io, le bandiere sono quelle che sono e non le ho disegnate io, insomma non ho fatto niente assolutamente; quando emerge l'idea base, il concetto, tutto il resto non è da scegliere.”
  • Boetti ha prodotto una grande varietà di tipologie di opere e per alcune ha delegato l’esecuzione manuale ad altri come, ad esempio, le opere ricamate a mano o le carte riempite a tratteggio con le penne biro.

DIAMO I NUMERI

6: le presenze di Boetti alla Biennale di Venezia
54: gli anni vissuti dall’artista
30: le opere dell’artista in mostra
4: la galleria del Maxxi che ha ospitato le opere di Boetti
50: 50 i kilim che compongono l’ultima grande opera collettiva di Boetti