Il Campanile di Tellaro risuona dopo 70 anni

Il restauro finanziato da Lottomatica

Lerici, frazione orientale, provincia di La Spezia. Una profonda insenatura bagnata da un mare turchese chiamato Golfo dei Poeti. In questo angolo di Lunigiana si trova un luogo molto speciale: Tellaro. Per raggiungerlo non ci sono strade ma bisogna percorrere un'unica via panoramica che passa da Lerici, Maralunga e Fiascherino, oppure via mare o attraverso uno dei sentieri immersi nella natura che collegano i borghi vicini al mare.

Da queste parti hanno trascorso le loro estati poeti e artisti innamorati dell'Italia: Percy B. Shelley, poeta romantico e marito di Mary Shelley, autrice di Frankenstein, il dandy Lord Byron e la scrittrice George Sand ma anche il pittore Arnold Böcklin, il romanziere D.H. Lawrence, il regista Mario Soldati (che a Tellaro aveva casa) e il poeta Attilio Bertolucci, alla ricerca di ispirazione e di quelle atmosfere che solo i paesaggi italiani custodiscono.

Incantevole borgo marinaro, considerato uno dei più belli in Italia, Tellaro è una perla incastonata nella scontrosa costa ligure da cui si può ammirare Porto Venere. Eugenio Montale dedicò alla cittadina questo frammento poetico intitolato Verso Tellaro, uno sguardo dal treno che fotografa la bellezza del luogo:


Tra le sue stradine, percorse da scale che salgono e scendono, si affacciano casette colorate che danno al borgo un aspetto pittoresco, immerso com'è in una luce che incanta chi visita questo luogo, un concentrato di storia e di bellezze paesaggistiche uniche al mondo. La Chiesa di San Giorgio Martire e il suo campanile rosa, quasi appoggiati sugli scogli, ne sono l'icona più celebre.

Tellaro e la leggenda del Polpo Campanaro

Le prime testimonianze di questa cittadina, nata a scopo difensivo, risalgono al X secolo. La posizione strategica permetteva infatti di controllare gli insidiosi attacchi militari provenienti dal mare, che a quel tempo erano pane quotidiano per gli abitanti costieri, e difendere Barbazzano, centro di produzione dell'olio d'oliva. Una leggenda locale racconta di come, durante la notte del 14 agosto 1660, la vedetta di guardia si addormentò. Per fortuna, un polpo gigante vegliava sulla città. Conscio dell'incursione imminente da parte dei pirati saraceni, capitanati da Gallo d'Arenzano, il polpo allungò i suoi tentacoli fino a tirare la fune campanaria della chiesa di San Giorgio e svegliare i tellaresi, che riuscirono a sventare l'attacco. All'interno della chiesa, un'antica iscrizione ricorda le gesta dell'animale: "Saraceni mare nostrum infestantes sunt noctu profligati quod polipus aer cirris suis sacrum pulsabat".
La Sagra del Polpo, che si tiene la seconda domenica di agosto, celebra ancora quella storia conosciuta da tutti i cittadini, raffigurata anche sullo stemma del borgo.

In tanti secoli il campanile ha dominato la scogliera, accogliendo i pescatori indaffarati nel vicino porticciolo di San Giorgio e accompagnando il tramonto con il suo delicato riverbero rosa. Ma l'azione del mare, gli agenti atmosferici e l'usura del tempo lo hanno messo a dura prova, tanto che negli ultimi anni le campane hanno smesso di scandire le ore e la struttura portante ha mostrato dei gravi segni di incuria.


Per questo Lottomatica ha deciso di realizzare un restauro delle superfici del campanile e un consolidamento statico della struttura. Dopo un'attenta analisi dello stato del monumento, sono stati fatti importanti interventi di risanamento che hanno riparato le crepe che lo rendevano fragile e consolidato l'intero edificio; successivamente si è intervenuti ripristinando lo stato delle superfici interne ed esterne, eliminando le erosioni causate dai fattori atmosferici e dal mare, che avevano cancellato la caratteristica pittura rosa esterna e avevano reso illeggibile l'orologio. Grazie all'intervento di restauro, Lottomatica ha restituito ai cittadini e ai tantissimi turisti che provengono da ogni parte del mondo uno dei simboli di Tellaro insieme al suono delle campane di San Giorgio, che sono finalmente tornate a rallegrare il borgo dopo 70 anni di silenzio. Ora non resta che andare a visitarlo.