Innovazione e cultura: la crescita sostenibile passa per un buon piano economico

Idee Vincenti è una delle iniziative a sostegno della comunità ideata e sostenuta da Lottomatica, in collaborazione con Polihub, l'incubatore universitario del Politecnico di Milano e alcune prestigiose università italiane.
Si tratta di una Call4Ideas gratuita e aperta a tutti: studenti, aspiranti imprenditori, start up, Enti e Associazioni no profit o, in generale, a chi sia in grado di proporre progetti imprenditoriali innovativi che integrino e utilizzino tecnologie quali realtà virtuale e/o aumentata, blockchain, Internet of Things, Intelligenza Artificiale e/o altre tecnologie volte a favorire la fruizione, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale italiano.




Innovare uno dei patrimoni culturali più antichi del mondo può sembrare quasi un ossimoro. Eppure è uno dei modi migliori per valorizzare quella che spesso viene considerata la principale ricchezza italiana. Oggi, però, l’innovazione digitale dei beni culturali è ancora una perla rara, con il risultato che la potenzialità delle nostre bellezze artistiche rimane poco sfruttata. Questo ciò che emerge dalla chiacchierata con Eleonora LorenziniDirettore dell’Osservatorio Innovazione Digitale nei Beni e Attività Culturali del Politecnico di Milano.

Le start up innovative a servizio del patrimonio culturale

In Italia, il 3%  di tutte le società di recente costituzione sono start up innovative*, a testimonianza del ruolo sempre più significativo ricoperto nel panorama imprenditoriale italiano.
“Tra le tecnologie su cui i musei vorranno più investire nei prossimi anni ci sono la realtà virtuale e aumentata, su cui le startup hanno forte possibilità d’incidenza, così come sui servizi legati a tecnologie innovative come la blockchain”, sottolinea Lorenzini.


Il limite delle startup, però, è che spesso sono poco strutturate e non dispongono di managerialità sufficiente per crescere e diventare economicamente sostenibili.
“Solitamente i team sono composti da persone con competenze informatiche o culturali – continua Lorenzini – hanno ottime idee ma manca un approccio di business. Faccio un esempio: identificare un target ben definito è fondamentale al fine di rendere attrattivo un progetto imprenditoriale”. Mentre nei business plan che finiscono sul tavolo della direttrice spesso il target è indicato solamente con un generico “visitatori culturali”. Anche la value proposition, cioè il vantaggio che il consumatore può ottenere dal servizio proposto, non è mai calata in maniera adeguata su un target specifico.

“Questo inficia la possibilità di offrire un servizio a vero valore aggiunto”.

A ciò si aggiunge il budget limitato del settore culturale. Se, quindi, il modello imprenditoriale delle start up è basato sul presupposto di vendere il nuovo servizio direttamente ai musei, questo deve essere veramente convincente affinché il finanziamento arrivi.

La situazione non deve scoraggiare: vi è anche la possibilità di creare modelli in cui il servizio offerto al museo è pagato direttamente dal cliente finale o dall’inserzionista interessato a far pubblicità. Ma bisogna sapere immaginare queste soluzioni. “Per questo trovo interessante il progetto Idee Vincenti, creato da Lottomatica in collaborazione con PoliHub: supportare la crescita di startup tecnologiche che lavorano sul patrimonio artistico con esperti che aiutano a posizionare le idee sul mercato e a trovare i fondi è cruciale per l’ecosistema culturale come per quello imprenditoriale”.

*Fonte: Rapporto del Ministero dello Sviluppo Economico.



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