L’intelligenza artificiale per mappare il territorio

Mappe interattive e soluzioni integrate: CityOpenSource

Essere una persona è avere una storia da raccontare”, sosteneva la famosa scrittrice danese Karen Blixen. Il bisogno di parlare delle proprie esperienze è vecchio come il mondo. Una necessità atavica che in quest’epoca digitale trova un nuovo sfogo nei milioni di commenti, foto, video e audio con cui documentiamo la nostra esistenza per postarla online in una nuova modalità di espressione culturale, spontanea e destrutturata. Per dare un senso narrativo a questo patrimonio, CityOpenSource si propone di raccogliere i racconti che parlano del territorio, permettendo a chiunque di creare mappe interattive con contenuti multimediali e dati geolocalizzati.

CityOpenSource è una a delle startup vincitrici del concorso Idee Vincenti, creato da Lottomatica in collaborazione con PoliHub, l’incubatore d’idee del Politecnico di Milano.
Ma è anche una piattaforma che sfrutta la tecnologia per consentire a organizzazioni e aziende di attivare dinamiche di partecipazione, d’inclusione e di protagonismo attivo dei cittadini.

Può essere uno strumento utile alla pubblica amministrazione per fare monitoraggio civico, invitando i cittadini a commentare e verificare l’efficacia dei progetti di rigenerazione urbana attraverso la documentazione delle esperienze di chi quei luoghi li abita tutti i giorni”, spiega Vitellio.

Oppure può essere utilizzata dalle organizzazioni no-profit, per supportare campagne di segnalazione o semplicemente per stimolare brand awareness e coinvolgimento del pubblico. La Fondazione del Banco di Napoli ha usato la piattaforma per organizzare una caccia al tesoro digitale in cui la mappa interattiva dava ai partecipanti gli indizi che li portavano alla scoperta dei monumenti meno conosciuti della città. Mentre Save The Children l’ha usata per coinvolgere gli adolescenti di un quartiere napoletano a re-immaginare lo spazio urbano in cui vanno a scuola.

CityOpenSource è un Software as a Service, cioè funziona in remoto senza dover essere scaricato.

 

 

Non è l’unica piattaforma per la generazione di mappe interattive, ma è la prima a integrare anche soluzioni di data analytics e intelligenza artificiale. Contrariamente ad altri, è molto facile da usare anche in assenza di competenze specifiche, proprio perché mira a coinvolgere un pubblico ampio, e non impone diritti proprietari o limiti all’esportazione dei dati.

La piattaforma stimola la condivisione, il riutilizzo e la personalizzazione dell’esperienza e gioca sulla possibilità d’integrare al suo interno servizi aggiuntivi di marketing come le notifiche push per comunicare la prossimità a luoghi o eventi. E di sfruttare algoritmi basati sull’intelligenza artificiale per analizzare i contenuti e valutare il comportamento degli utenti in maniera utile per prendere decisioni: grazie all’analisi delle foto caricate dagli utenti, ad esempio, gli organizzatori di un festival potrebbero calcolare in tempo reale le presenze e regolare di conseguenza i flussi d’ingresso.

 

 

In sintesi – conclude Vitellioè uno strumento utile per stimolare il protagonismo dei cittadini e l’alfabetizzazione digitale dimostrando, soprattutto ai giovani, che non esiste solo Instagram”.