STORIA DEL LOTTO
Pur non essendo possibile attribuire l'invenzione del Gioco del Lotto a una persona precisa o ad un dato momento storico, esso rappresenta e contiene l’evoluzione di diverse forme di giochi di sorte diffuse sin dall'antichità. Il Gioco del Lotto ha infatti origini lontanissime e, nella sua forma moderna, non è così cambiato.
Già molti secoli prima di Cristo gli Egizi e i Caldei amavano giocare di sorte. Anche a Roma, durante i Saturnali di dicembre, venivano organizzate lotterie in cui si estraeva un numero tra quelli distribuiti ai partecipanti su tavolette di legno.
A Venezia, verso la metà del '600, veniva organizzata dal Consiglio dei Pregadi, una lotteria il cui montepremi era "un lotto" di immobili. La lotteria venne chiamata "Lotto del Ponte di Rialto", e il montepremi complessivo aveva un valore vicino ai centomila ducati: una vera fortuna per l’epoca.
Ad Amersfoort, non lontano da Amsterdam, nel 1500 alcuni cittadini pensarono di sfruttare la passione del gioco per regolare alcune proprietà non facilmente divisibili. L'idea ebbe successo, ed in seguito venne regolamentato il "Lotto di Olanda".
In epoche diverse i governanti cercarono di vietare i giochi ma il divieto favoriva soli la diffusione dei giochi clandestini, gestiti dalla malavita. Spesso fu l'intento umanitario a convincere i governi a legalizzare il gioco, e in primis il Lotto. Ogni statuto, bando o decreto che lo regolava, infatti, stabiliva che il ricavato dalla gestione del gioco fosse destinato a fini di pubblica utilità e scopi umanitari di volta in volta specificati. Ancora oggi una quota degli incassi del gioco è destinata al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, per finanziare opere di recupero e conservazione del nostro patrimonio storico, artistico e paesaggistico.
Scopri tutte le evoluzioni del Gioco del Lotto dall’antico Giuoco del Seminario ai giorni nostri:
GIUOCO DEL SEMINARIO

L'attuale formula del Gioco del Lotto sembra derivare da una pratica in uso a Genova nel XVI secolo, che permetteva di scommettere sui nomi di cittadini candidati a cariche pubbliche.
Il gioco prendeva spunto da un "sistema elettorale", che prevedeva l'estrazione casuale di 5 nomi di cittadini particolarmente meritevoli, su un totale di 120 "papabili", che avrebbero assunto il ruolo di membri del Maggior Consiglio della Repubblica.
Questa pratica prese quindi il nome di "Giuoco del Seminario". Agli appassionati e numerosi giocatori veniva data 2 volte l'anno l'occasione di tentare la sorte con un'estrazione di cinque nomi. Qualche anno dopo il numero dei candidati fu ridotto a 90, e ben presto i nomi furono sostituiti da numeri.

non si limitarono ad accettare le puntate solo su un nome, ma le ampliarono dando vita a "estratti", "ambi" e "terni" che, per molto tempo, furono le sole combinazioni su cui si basò il gioco.
LOTTO DELLA ZITELLA

Nella seconda metà del XVII secolo si diffuse il "Lotto della Zitella". Invece che ai candidati alle cariche politiche, i numeri erano abbinati al nome di ragazze povere: le sorteggiate erano premiate con una dote del valore di 100 lire.
Anche questa versione del gioco divenne famosa in tutta Europa e la sua diffusione in Francia viene attribuita nientemeno che a Giacomo Casanova. Ben presto il gioco entrò anche nelle grazie dei ministri delle Finanze che, dimentichi delle zitelle, reclamarono gli incassi per l'erario.
Proibito a più riprese per il dilagare delle giocate "clandestine", ancora nel XVII secolo i Serenissimi Collegi, l'allora Ministero delle Finanze, ribadirono la non legalità del gioco d’azzardo. Allo stesso tempo, tuttavia, permisero l'esercizio del “Seminario” a chi ne avesse ottenuto la licenza, dietro pagamento di un diritto concessionario.

IL LOTTO MODERNO

Dovendo rendere conto di un giro di affari sempre più crescente, i concessionari del gioco si cautelarono dal rischio di pagare eventuali premi superiori all'incasso, costituendo un fondo premi chiamato "Monte delle scommesse" da ripartire fra i vincitori. In questo modo era assicurato agli organizzatori il margine di guadagno preventivato.
Se nessun nome veniva indovinato, e questo accadeva piuttosto spesso, le puntate venivano restituite. I premi non distribuiti si sommavano al montepremi dell'estrazione successiva.
Il fascino del gioco di Genova, il brivido della scommessa e il miraggio di conseguire con la medesima posta diversi guadagni attraverso diverse probabilità, portarono il Lotto a una diffusione vastissima e a un ingente giro di giocate.

IL LOTTO DOPO L'UNITÀ D'ITALIA

Nel 1861 furono apportate alle poste in premio tre sostanziali modifiche: fu abolito l'ambo nominato; il premio per la sorte del terno venne ridotto a sole 5.000 volte la posta; il premio per la sorte dalla quaterna fu ridotto a sole 60.000 volte la posta.
Il 27 settembre 1863, il Lotto entrò ufficialmente a far parte delle entrate previste nel bilancio statale. Nel gennaio 1864 un Regio Editto determinò un primo riordinamento del gioco: le ruote erano appena 6 e le giocate possibili erano quelle per la sorte dell'ambo semplice, del terno e della quaterna. Soltanto nel 1871, a unificazione realmente avvenuta, furono scelte otto città italiane denominate comunemente ruote o compartimenti.
Nel 1891, il regolamento delle poste in premio venne nuovamente modificato, nella forma valida fino alle modifiche del 2005.
I premi divennero:

  • estratto semplice: 11,236 volte la posta
  • ambo: 250 volte la posta
  • terno: 4250 volte la posta
  • quaterna: 60.000 volte la posta.

L'8 luglio del 1933 venne introdotto anche il gioco della cinquina. Oggi sono 11 le ruote del Lotto sulle quali si può puntare.