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GIOCO

GLI INDOVINELLI DELLA SMORFIA


Per ciascun mese dell'anno, l'antica tradizione della Smorfia ha abbinato un indovinello.

GENNAIO

Il tredici, il diciotto ed il quaranta
Azzardate in Gennaio, o giuocatori;
Aggiungete a questi il tre e l'ottanta
E poi vedrete sortir fuora.
8 - 1 - 18 - 40 - 80

FEBBRAIO

In sulli primi albor mi son levato
Questa mane, e vid'io con istupore
Il povero Fabrizio in uno stato
Che mi fece venir il crepa-cuore.
26 - 30 - 64 - 12 - 9

MARZO

Un nobile garzon di gran talento
Maniaco impazzito per il Lotto,
Mi propon di giuocare il mezzo cento,
Il quattordici, sedici, trent'otto.
90 - 3 - 51 - 17 - 31

APRILE

Non dubitate, amico, soddisfatto
Infra il più breve spazio voi sarete,
Debbo intascar col 7 primo estratto
Alla prima estrazion buon monete.
19 - 10 - 79 - 60 - 20

MAGGIO

Infelice Fabrizio! Ah, tu hai perduto
La povera tua sposa in cinque dì:
Il Fisico purtroppo antiveduto
Aveva tale disgrazia e la predì.
5 - 16 - 35 - 31 - 61

GIUGNO

Sono tre mesi e più che la quartana
Mi travaglia alla peggio, ed io immagrisco
A tal, che se da me non si allontana,
Tra poco certamente intisichisco.
7 - 86 - 17 - 85 - 21

LUGLIO

Nascondetevi pure, che ragione
Avete, Caterina cattivella,
Di sottrarvi alla vista di persone
Che buona vi credeano quanto bella.
27 - 90 - 66 - 77 - 60

AGOSTO

Quest'oggi alle quattr'ore uno stracciato
Libro greco e latino presentato
Mi venne da un libraio, e comperato
Fu da me tosto, e tre franchi pagato.
88 - 10 - 24 - 2 - 64

SETTEMBRE

Con il cinque, e il quattordici in iscacco
Nel mese di Settembre assai contanti
Guadagnai, quest'è vero, o dilettanti,
Come è vero che a me piace il tabacco.
12 - 60 - 42 - 55 - 25

OTTOBRE

Il teatro mi piace, il ballo pure
Ed amo a un tempo le conversazioni,
Il giuoco anco m'aggrada, ed ho sicure
Cifre soventi per le sortizioni.
11 - 57 - 45 - 60 - 26

NOVEMBRE

Con un coltello ed uno stilo in mano,
A tutta possa corre un uom bislacco,
Dice parole e a gesti d'insano
Che pare propriamente un ubriaco.
87 - 89 - 44 - 63 - 19

DICEMBRE

Una donna e tre uomini epuloni,
Andaron, non ha molto, a un'osteria,
E mangiaron di botto sei capponi
Con pane senza fin, ch'il crederia?
35 - 70 - 30 - 49 - 7