GIOCO
GIUOCO DEL SEMINARIO
1576: SI LEGALIZZA IL GIOCO
Il Lotto: prima che un gioco… una previsione politica?
L'attuale formula del Gioco del Lotto sembra derivare in maniera abbastanza diretta da una pratica in uso a Genova nel XVI secolo, presto estesa a tutta la penisola, che permetteva di scommettere sui nomi di cittadini candidati a cariche pubbliche.
Inizialmente clandestino, ma ben presto divenuto legale, il gioco prendeva spunto da un "sistema elettorale" in vigore a Genova nel XVI secolo, che prevedeva l'estrazione casuale di 5 nomi di cittadini particolarmente meritevoli, su un totale di 120 "papabili", che avrebbero assunto il ruolo di membri del Maggior Consiglio della Repubblica.
Questa pratica prese quindi il nome di "Giuoco del Seminario".
Agli appassionati e numerosi giocatori veniva data 2 volte l'anno l'occasione di tentare la sorte con un'estrazione di cinque nomi (casi favorevoli) su centoventi imbussolati (casi possibili).
Manifesto del Lotto Imperiale Viennese, 1841.
DAI NOMI AI NUMERI
Il sorteggio semestrale suscitò ben presto l'interesse del pubblico che cominciò a puntare somme di denaro su quali candidati sarebbero stati scelti tra i 120. Qualche anno dopo il numero dei candidati fu ridotto a 90, e ben presto i nomi furono sostituiti da numeri.
Dapprima le giocate nacquero spontaneamente tra singoli, poi furono accettate giocate da più persone e, infine, si formarono società che tenevano banco a particolari condizioni e che definirono le prime regole ufficiali del gioco.
I primi gestori del gioco non si limitarono ad accettare le puntate solo su un nome, ma le ampliarono dando vita a "estratti", "ambi" e "terni" che, per molto tempo, furono le sole combinazioni su cui si basò il gioco.







